C’è chi fallisce perché non ce l’ha fatta e chi fallisce sapendo perfettamente cosa stava facendo. Nel diritto penale fallimentare questa differenza è tutto. Perché mentre la bancarotta semplice può derivare da una cattiva gestione, la bancarotta fraudolenta documentale e la bancarotta fraudolenta impropria raccontano un’altra storia. Quella di un fallimento usato come copertura, di conti manomessi e di responsabilità che vanno oltre l’impresa. È lo stesso schema che attraversa le pagine di American Tabloid di James Ellroy. Società fittizie, fondi spostati nell’ombra e una realtà dove il fallimento non è un disastro, ma un’arma. Un modo per cancellare le tracce, non per ammettere errori. Ma qual’è secondo la legge la differenza sostanziale?
Qual’è la differenza tra bancarotta documentale semplice e bancarotta fraudolenta?
La differenza è nell’intenzione e nel grado di manipolazione. La bancarotta documentale semplice si configura quando l’imprenditore non tiene o tiene in modo irregolare le scritture contabili, senza dolo specifico, ma con colpa grave. La bancarotta fraudolenta documentale, invece (art. 216 L.F.), richiede la volontà di ostacolare la ricostruzione del patrimonio o del movimento degli affari attraverso distruzione, falsificazione o sottrazione di documenti contabili con dolo specifico di recare danno ai creditori. Recentemente la Cassazione ha chiarito che anche la sistematica omissione di annotazioni obbligatorie può integrare la bancarotta fraudolenta documentale se finalizzata a ostacolare la ricostruzione dei flussi finanziari.
Qual è l’elemento soggettivo nella bancarotta fraudolenta documentale?
Non basta l’errore contabile, la leggerezza, la negligenza. La bancarotta fraudolenta documentale è un reato che spesso si accompagna ad altri: falso in bilancio, truffa, autoriciclaggio. Ed è uno dei motivi per cui oggi la documentazione contabile non è più solo un obbligo amministrativo, ma una prova (o una trappola) in sede penale. Affinché si possa definire fraudolenta, e quindi caratterizzata da dolo specifico, deve emergere:
- la consapevolezza dell’effetto delle alterazioni documentali;
- l’intento preciso di danneggiare i creditori o di eludere le proprie responsabilità;
- l’uso strumentale del caos contabile per nascondere condotte illecite.
Che cos’è il reato di bancarotta fraudolenta impropria da falso in bilancio?
La bancarotta fraudolenta impropria non è commessa dall’imprenditore fallito ma da soggetti terzi, come amministratori, sindaci o revisori, quando queste figure alterano bilanci, occultano perdite o falsificano voci contabili. Prima del fallimento, possono essere imputate anche se non sono titolari diretti dell’impresa. Il falso in bilancio, in questo contesto, non è solo un reato societario, ma diventa strumento di frode fallimentare. La Cassazione lo ha definito un “reato prodromico alla bancarotta impropria” quando la falsificazione è funzionale al dissesto. Non basta il ruolo formale: anche un amministratore di fatto può rispondere per bancarotta impropria, se ha avuto potere decisionale e materiale sull’impresa. Nel film The Big Short (2015), vincitore del premio Oscar per la miglior sceneggiatura non originale, ciò che emerge non è solo un crollo economico, ma una colossale manipolazione dei numeri. Un sistema che si fonda su bilanci truccati non fallisce per caso e, quando fallisce, non tutti sono solo vittime.
Non tutto crolla per caso
Le bancarotte documentali e improprie sono reati subdoli perché agiscono prima della fine. Anticipano il collasso, lo costruiscono, lo giustificano. Per questo, oggi più che mai, la responsabilità non è solo contabile, ma penale e personale, e chi partecipa – anche indirettamente – a una strategia di disordine o opacità, non sarà risparmiato dal crollo. Se sei coinvolto in un’indagine per reati fallimentari o temi che una documentazione incompleta possa ritorcersi contro di te, scrivici su: info@cclegal.it.
Insieme possiamo valutare insieme la strategia migliore per proteggerti, in tempo.
Articolo a cura dell’Avv. Giorgio Mangiaracina e dell’Avv. Giorgia Franco
