Controlli fiscali e nuovi controlli del fisco: quando scattano davvero

Controlli fiscali e nuovi controlli del fisco: quando scattano davvero | Avvocati Mangiaracina e Franco

Controlli fiscali e nuovi controlli del fisco: quando scattano davvero

Controlli fiscali e nuovi controlli del fisco: quando scattano davvero 1280 600 CC Legal

Quando il Fisco bussa alla porta non lo fa mai a caso e raramente arriva senza preavviso. Ma quando accade, può mettere in discussione interi anni di attività. In un sistema tributario sempre più digitalizzato e interconnesso, i controlli fiscali dell’Agenzia delle Entrate sono diventate più sofisticate, più mirate e più silenziose. Sapere quando scattano, quali comportamenti li fanno partire e come difendersi è oggi parte essenziale della gestione d’impresa, ma anche della vita privata del contribuente.

Quando scatta un controllo fiscale?

Un controllo fiscale può partire per diversi motivi, ma in linea generale possiamo dire che i principali “campanelli d’allarme” per l’Agenzia delle Entrate sono:

  • incongruenze tra le dichiarazioni dei redditi e le spese sostenute;
  • anomalie nei versamenti IVA o ritenute non versate;
  • rapporti finanziari opachi, con bonifici non giustificati o flussi in entrata/uscita anomali;
  • dati ricevuti da altri enti (come INPS, banche, Guardia di Finanza) che non coincidono con quelli dichiarati.

Un controllo può essere automatizzato (quindi con lettera di compliance) oppure di tipo ispettivo, con accesso diretto presso la sede del contribuente. In entrambi i casi, il Fisco non è obbligato a preavvisare e la collaborazione del contribuente può incidere sull’esito.

Che controlli sta facendo l’Agenzia delle Entrate?

Negli ultimi mesi si parla molto di nuovi controlli del fisco. La novità, però, non sta solo negli strumenti, ma nella capacità predittiva del sistema. L’Agenzia usa oggi algoritmi antifrode, incroci automatici di dati bancari, catastali e anagrafici, nonché segnalazioni da parte di altri contribuenti o intermediari. Dal 2024, l’Agenzia ha rafforzato inoltre i controlli fiscali su:

  • bonus edilizi (Superbonus, facciate);
  • e-commerce e vendite online non dichiarate;
  • partite IVA dormienti o inattive, utilizzate per frodi carosello;
  • movimenti sospetti da conti esteri.

Ecco una curiosità normativa. Il contribuente ha diritto a presentare memorie difensive entro 60 giorni dall’avviso di accertamento. La Cassazione ha ribadito che un accertamento è nullo se il contribuente non ha potuto partecipare attivamente al contraddittorio, soprattutto nei controlli automatizzati. Una tutela che pochi conoscono, ma che può cambiare l’esito della verifica.

Controlli fiscali: meglio prevenire (conoscendo)

Oggi non basta più “tenere in ordine le carte”. Serve comprendere cosa guarda l’Agenzia, come ragiona, su quali segnali si attiva. I controlli fiscali non sono più strumenti repressivi e ciechi, ma meccanismi di allerta intelligente. Chi anticipa i rischi, risolve i problemi prima che diventino sanzioni.

Hai ricevuto una comunicazione dall’Agenzia delle Entrate o vuoi capire se sei a rischio verifica? Scrivici su info@cclegal.it.

Articolo a cura dell’Avv. Giorgio Mangiaracina e dell’Avv. Giorgia Franco

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