ASSEGNO DI DIVORZIO: APPROVATA DALLA CAMERA LA RIFORMA DELL’ASSEGNO DIVORZILE PER L’EX CONIUGE

ASSEGNO DI DIVORZIO: APPROVATA DALLA CAMERA LA RIFORMA DELL’ASSEGNO DIVORZILE PER L’EX CONIUGE

ASSEGNO DI DIVORZIO: APPROVATA DALLA CAMERA LA RIFORMA DELL’ASSEGNO DIVORZILE PER L’EX CONIUGE 3862 2578 CC Legal

Recentemente la Camera ha approvato la proposta di legge (AC 506A) che regola la disciplina dell’assegno divorzile. Ora quindi la proposta di legge passerà al Senato e solo nei prossimi mesi sarà dato sapere se la nuova disciplina dell’assegno di divorzio sarà diventata legge.

Il provvedimento apporta alcune importanti modifiche alla disciplina in materia di assegno di divorzio, intervenendo successivamente alla rivoluzionaria sentenza della Corte di Cassazione (sentenza n. 11504 del 10 maggio 2017) che ha modificato dopo molti anni il proprio consolidato orientamento che riconosceva l’assegno divorzile al coniuge economicamente più debole in misura tale da garantirgli lo stesso tenore di vita avuto in costanza di matrimonio.

L’art 5 della L. 1 dicembre 1970 n. 898 (legge sul divorzio), infatti,  nella formulazione attualmente vigente, subordina la concessione dell’assegno divorzile all’accertamento, da parte del giudice, della inadeguatezza dei mezzi dell’altro coniuge o comunque dell’impossibilità di procurarseli per ragioni oggettive, attraverso la valutazione di criteri quali le condizioni dei coniugi, le ragioni della decisione, il contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare ed alla formazione del patrimonio di ciascuno o di quello comune, il reddito di entrambi, da valutarsi alla luce della durata del matrimonio.

Le modifiche approvate alla Camera,  con effetto anche nei confronti dei procedimenti di divorzio già in corso, prevedono invece che con la sentenza di divorzio il tribunale possa disporre l’attribuzione di un assegno di divorzio tenuto conto di una serie di circostanze:

  • la durata del matrimonio;
  • le condizioni personali e economiche in cui i coniugi vengono a trovarsi dopo lo scioglimento del matrimonio;
  • l’età e lo stato di salute del soggetto richiedente;
  • il contributo personale e economico dato da ciascun coniuge alla conduzione famigliare e alla formazione del patrimonio di ognuno o di quello comune;
  • il patrimonio e il reddito netto di entrambi;
  • la ridotta capacità reddituale dovuta a ragioni oggettive, anche in considerazione della mancanza di un’adeguata formazione professionale o di esperienza lavorativa, quale conseguenza dell’adempimento dei doveri coniugali nel corso della vita matrimoniale;
  • l’impegno di cura di figli comuni minori, disabili o comunque non economicamente indipendenti.

Una ulteriore innovazione riguarda la possibile temporaneità dell’attribuzione dell’assegno di divorzio, in caso di momentanea (dovuta a ragioni contingenti o superabili) ridotta capacità di produrre reddito da parte del coniuge richiedente.

Viene, infine, previsto che l’assegno non è più dovuto, non solo in caso di nuove nozze, ma anche in caso di unione civile con altra persona o di stabile convivenza del richiedente, anche non registrata, con l’importante precisazione che il diritto all’assegno di divorzio non “risorge” per effetto dell’eventuale  cessazione del nuovo vincolo matrimoniale o del nuovo rapporto di convivenza.

Lo scopo della proposta di legge è quindi l’eliminazione della ormai risalente concezione  del matrimonio quale “sistemazione definitiva”. Non è, infatti, da ritenere più attuale il riferimento al tenore di vita goduto durante il matrimonio come parametro per la determinazione dell’assegno divorzile.

Se stai per affrontare un divorzio e hai necessità di un chiarimento in tema di assegno divorzile contatta un avvocato del nostro studio.

Avv. Silvia Comelli

 

Masterfully Handcrafted for Awesomeness

WE DO MOVE

YOUR WORLD

Greatives – Design, Marketing, Sales

Working Hours : 09:00 – 19:00
Address : 44 Oxford Street, London, UK 22004
Phone : +380 22 333 555